07 dic 2012

Giorno 282! A piedi nudi nell'oceano!

Stasera camminavo. L’ennesima volta sulla spiaggia di St.Kilda. Al tramonto.
Quella sabbiolina e accompagnato dalla musica di Vasco!
Dicevano che St.Kilda era lontano dalla città. I 20 minuti di tram meglio spesi della mia vita. Tante volte fremo per salire sul tram pensando che fra poco sentirò l’odore del mare. Quello che di solito senti durante la misera settimana di ferie una volta all’anno. E te ne accorgi solo alla fine di quando ti mancherà, quando te ne stai per andare. Altri 359 giorni di città.
E io invece lo sento ogni giorno.
È come nella caldissima e afosa estate della pianura padana. Di notte ti svegli in un bagno di sudore e corri ad aprire la finestra per respirare un poco di aria fresca. La stessa sensazione quando ul tram gira l’angolo e improvvisamente si staglia il mare davanti ai miei occhi. Mi libero dai rumori della città, dai ritmi veloci, dai palazzi altissimi.
Scendo dal tram di corsa a piedi scalzi, col costume e corro in spiaggia. Un po’ per passeggiare, un po’ per bagnare i piedi nell’oceano, un po’ per sentire il rumore delle onde. Oppure mi siedo sulla scogliera. Nel punto più alto. E allora non c’è più nulla.
Io e l’oceano.
Le onde, ecco cosa senti. Non c’è spazio per le voci, non c’è spazio per la vita di cemento. La paura di cadere e la forza di rimanere lì. L’orizzonte sembra per la prima volta vero. Lo vedo e lo respiro. Il vento porta sempre i capelli indietro quasi non volesse farmi perdere un solo minuto. Di equilibrio, pace e salsedine. A modo suo l’oceano porta il silenzio, a modo suo ti spacca il cuore.
E cammino per tornare alla mia fermata per tornare a casa. Mi tocco la pelle sudata e appiccicosa. Fortuna che non ho avuto il tempo di lavarmi ancora. Perché sono corso qua a respirare la mia nuova vita. Fortuna che ho le unghie un po’ sporche e tutte imperfette. Ho toccato la terra, mille persone e mi sono sporcata di vita e di stupidi errori. Fortuna che ho i piedi ruvidi e duri. Ho camminato sugli scogli e ho corso dentro a tutte queste strade. Non toglietemi i calli, lasciatemi camminare ancora mille passi a piedi nudi. Lasciatemi tutte le rughe. Ne voglio milioni, una per ogni risata che ho fatto. Voglio invecchiare, sedermi sulla sedia prendere un bambino sulle ginocchia e raccontargli mille storie. Che ho vissuto davvero. E un domani voglio le sentirmi felice perché avrò creato una vita e trasmesso mille emozioni e mille racconti
Se ho le occhiaie è perché questa vita me la sto vivendo.

Giro le spalle al tramonto oramai consumato dietro alla collina.
E continuo il mio cammino.
Nell'oceano, a piedi nudi.



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